PROGETTAZIONE

Sviluppo di sistemi ad hoc

ASSISTENZA

Custom service pre e post-vendita

Casa Capriata - "Censimento Nazionale delle architetture italiane del secondo Novecento"

Torino, 8 aprile 2016 – Il Rifugio Carlo Mollino, costruito a Gressoney Saint Jean (AO) sul progetto della “Casa Capriata” dell’architetto Carlo Mollino, è stato inserito nel “Censimento nazionale delle architettura italiane del secondo Novecento”, curato dalla Direzione Generale per l’Arte e l’Architettura contemporanee e Periferie urbane del MIBACT - Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.

L’architettura sviluppata su modello del progetto “Casa Capriata” per la X Triennale di Milano (1954), una delle case ideali di Carlo Mollino rimasta opera incompiuta, è stata realizzata in Valle d’Aosta sulle piste del Weissmatten, a quota 2050 mt, a distanza di sessant’anni grazie ad un’iniziativa promossa dal Dipartimento di Architettura e Design del Politecnico di Torino, dal Comune di Gressoney Saint Jean e della Comunità montana Walser,  con la partecipazione dell’Ordine degli Architetti della Provincia di Torino, della Fondazione OAT  e di numerose imprese, con l’intento di evidenziare il valore e l’attualità del progetto originario come manifesto sull’innovazione tecnologica e la prefabbricazione edilizia.

La Direzione Generale per l’Arte e l’Architettura contemporanee e Periferie urbane ha sviluppato un programma di ricognizione e identificazione delle architetture "di eccellenza" all'interno del patrimonio architettonico realizzato in Italia dal dopoguerra ad oggi con la finalità di definire opportune strategie per la promozione dell'architettura contemporanea.

A partire dalle ricerche attivate in ogni singola regione, il MIBACT si propone una riflessione collettiva sullo scenario attuale della tutela dell’architettura contemporanea, con l'obiettivo di selezionare le opere di particolare interesse sulle quali concentrare l'attenzione e l'indagine specifica al fine di stimolare una maggiore conoscenza e attenzione al patrimonio architettonico contemporaneo e una maggiore consapevolezza dei valori e dei significati che esso rappresenta per il presente e per il futuro.

Casa Capriata è stata inserita in questo Censimento insieme ad altre tre opere molliniane costruite in Valle d’Aosta: Casa Maternità, Casa del Sole, Rascard Garelli.

Commenta Guido Callegari, docente del Politecnico di Torino e  responsabile scientifico del progetto: “L’identificazione da parte del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo del progetto Casa Capriata come un’architettura "di eccellenza" e da tutelare è motivo di soddisfazione per tutti i promotori del progetto. Si tratta senza dubbio di un ulteriore riconoscimento culturale per l’attività di ricerca sviluppata dal Politecnico, dagli Enti locali, dalle associazioni e dalle imprese che hanno contribuito come sponsor tecnici, realizzando un progetto di successo, che ha visto pubblico e privato lavorare insieme per un risultato di assoluta qualità”.

IL PROGETTO

Maggiori informazioni: http://www.casacapriata.polito.it/

promotori: Comune di Gressoney Saint Jean (AO), Dipartimento di Architettura e Design del Politecnico di Torino

Progetto di ricerca:

Responsabile scientifico e Attività Fundraising: Arch. Guido CALLEGARI Politecnico di Torino - Dipartimento di Architettura e Design DAD

Gruppo di ricerca: Prof. Liliana BAZZANELLA, Arch. Guido CALLEGARI, Arch. Alessandro MAZZOTTA, Arch. Mario SASSONE, Prof. Elena TAMAGNO, Politecnico di Torino - Dipartimento di Architettura e Design DAD

Progetto ARCHITETTONICO ed esecutivo: Arch. Laura MONTANI, Comunità Montana Walser  con la consulenza scientifica Prof. Liliana BAZZANELLA, Arch. Guido CALLEGARI (responsabile scientifico), Arch. Alessandro MAZZOTTA, Arch. Mario SASSONE, Prof. Elena TAMAGNO, Politecnico di Torino - Dipartimento di Architettura e Design DAD con la collaborazione dell’Arch. Massimo RONCO

Responsabile del ciclo: Arch. Germana MAIDA, Comune di Gressoney Saint Jean

Direttore Lavori, Coordinatore della sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione: Geom. Alessandro BRINGHEN, Comunità Montana Walser

PARTNER ISTITUZIONALI: Ordine Architetti della Regione Autonoma Valle d’Aosta, Ordine Architetti Provincia di Torino (OAT), Fondazione Ordine Architetti di Torino, Federazione Interregionale degli Architetti P.P.C. del Piemonte e della Valle D'Aosta, Regione autonoma Valle d’Aosta, Comunità montana Walser, Agenzia Casaclima, Triennale di Milano

PARTNER TECNICI: Denaldi, Saint Gobain Isover Italia, Internorm Italia, Hoval Italia, Bertolotto Porte, Artigo Rubber Flooring, Velux, Unimetal, Idrocentro/Unimetal, Rheinzink, ThermoEasy, Thermal Technology, Abet Laminati, Armalam, Rothoblaas, Geberit, Carra depurazioni, Caprari pumping power, Bticino, Iguzzini, Laterlite, be-eco,  Zanotta

Progetto BiosPHera 2.0

A meno di non risiedere nella steppa mongola o kazaka, è difficile che una abitazione sperimenti temperature fra -20 e +40 °C, così da testare in situazioni estreme le migliori tecniche di isolamento e produzione energetica sostenibile, come quelle usate nelle case che non richiedono sostanziali apporti di energia dalle reti, le “passive house”. Ma se gli estremi meteo non vanno alla passive house, la passive house può andare agli estremi meteo.

Così si potrebbe sintetizzare l’idea venuta in mente al gruppo del “Progetto BiosPHera 2.0”, guidato dal costruttore bresciano di case ad alta efficienza energetica Aktivhaus, Politecnico di Torino, l’incubatore di imprese Valle d’Aosta Structure e Università della Val d’Aosta, e supportato, oltre che dalla Regione Val D’Aosta, da un folto gruppo di aziende private del settore della bioedilizia.

Il gruppo ha bandito nei mesi scorsi un concorso per la realizzazione di un modulo abitativo, trasportabile su un autosnodato di normali dimensioni, che incorporasse le più avanzate tecnologie di efficienza energetica e funzionasse in modalità stand alone, con il solo allaccio alla rete idrica.

Fra i 15 progetti, presentati da 100 studenti di architettura e ingegneria di tutta Italia, arrivati agli organizzatori, è stato scelto quello del gruppo del Woodlab del Politecnico di Torino, composto da Giulia Azaria, Valeria Bosetto, Marco Casaletto, Matteo Cilia, Karen Rizza, Jasser Salas Castro e Simone Vacca d’Avino. Il progetto scelto, chiamato Elio, consiste in una abitazione di 25 mq, costruita con pannelli XLam, fatti di assi incrociate e incollate di abete ecosostenibile, spessi 10 centimetri, ulteriormente isolati con lana di roccia.

La casa, lunga 12 metri, larga ed alta tre, consiste in soggiorno, bagno, angolo cucina e camera da letto, con grandi finestre su un lato, che si troveranno esposte a nord o a sud, a secondo se si voglia catturare o evitare il calore esterno.

per continuare a leggere l'articolo vai su:  http://www.qualenergia.it/articoli/20151203-biosphere-modulo-abitativo-energeticamente-autosufficiente-per-climi-estremi

Oppure guarda il video su http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-448daf8a-38ea-404...

 

 

RISTRUTTURAZIONE: SOLUZIONI A "basso spessore"

Quando si interviene in situazioni esistenti con l'intenzione di ristrutturare, molto spesso ci si imbatte in problematiche quali, ad esempio, spessori a disposizione molto ridotti per la nuova pavimentazione.

Pensando di voler compiere un intervento poco invasivo, installando comunque un nuovo sistema di riscaldamento a pavimento, Thermoeasy, propone una soluzione di riscaldamento a BASSO SPESSORE.

Il sistema radiante di Thermoeasy prevede, infatti, spessori tra i 5 ed i 7 mm. Se la previsione è quella di avere una nuova finitura in piastrella, la soluzione indicata è quella della "rete a progetto": si tratta di un sistema radiante elettrico con resistori in Fibra di Carbonio applicati ad un supporto in fibra di vetro; mentre, invece, se la finitura sarà in legno flottante, la soluzione indicata è "materassina a progetto". I prodotti a disposizione sia per rete sia per la materassina sono di due tipologie, ovvero sistemi modulari - 100 W/mq sul modulo, con dimensioni standard da 60*100 cm a 150*450 cm, con misure intermedie; ma ciò che risulta essere più accattivante per la realizzazione di un sistema radiante è la soluzione a progetto, ovvero realizzazione del riscaldatore nella forma, dimensione e potenza richieste dal cliente.

Questo garantisce una personalizzazione al 100% su ogni singolo progetto: ogni ambiente della casa avrà il riscaldatore con la "forma" dell'ambiente stesso e con la potenza necessaria per riscaldarlo, tenendo conto della sua collocazione all'interno dell'edificio, della sua funzione, della sua esposizione alle dispersioni ed agli apporti solari, evitando così sprechi ma anche mancanze di calore.

LUOGHI DI CULTO: Perchè riscaldare con sistemi radianti elettrici

Frequentando i Luoghi di culto nei mesi freddo, spesso si è "costretti" a seguire la celebrazione con l'accompagnamento del rumore dei fancoil che tentano di scaldare importanti volumi d'aria, con conseguenze poco accettabili: poco confort per le persone presenti, rumore e danneggiamento degli intonaci / affreschi presenti per i movimenti d'aria generati. Thermoeasy propone un sistema radiante a pavimento: pedane radianti a progetto.

Come funziona

Le persone ricevono direttamente da alcune sorgenti termiche il calore sufficiente, che rimane confinato nella zona di interesse. Si utilizzano delle sorgenti radianti IR (infrarossi) a grande lunghezza d’onda (FIR) e a bassa temperatura che consentono di scaldare direttamente i corpi non utilizzando l’aria come elemento di trasporto della temperatura. Si evitano così forti moti convettivi che causano il sollevamento delle polveri e la stratificazione dell’aria calda verso l’alto.

I fedeli ricevono calore da un numero di sorgenti radianti a bassa temperatura disposte strategicamente in ogni banco per soddisfare la domanda fisiologica di calore delle diverse parti del corpo in modo differenziato.

Gli stessi IR sono generati da un resistore in Fibra di Carbonio, spessore 3mm, applicato all’interno della pedana, sotto una lamiera zincata, che permette di diffondere dal basso una sensazione di calore uniforme. Il sistema ha un alto rendimento in quanto il calore rilasciato viene quasi integralmente utilizzato per il riscaldamento delle persone. L’installazione è reversibile e richiede interventi minimali, solo per la distribuzione della corrente elettrica e i banchi non vengono minimante danneggiati. Il costo d’esercizio può essere considerato relativamente basso data l’efficienza del sistema e la bassissima dispersione termica. Specialmente studiato per la conservazione, questo sistema è particolarmente adatto alla salvaguardia delle opere. Flessibile, è dotato di sorgenti localizzate in modo da ridurre le dispersioni di calore ed aumentare il comfort termico al di sopra del livello dei sistemi a banco. Confortevole nei climi miti e freddi. Alto rendimento ed utilizzo anche a moduli, fornendo l’alimentazione al gruppo banchi richiesto. Impatto visivo ed invasività molto bassi. È particolarmente adatto nel caso in cui si voglia prestare la massima attenzione ai problemi di conservazione e il riscaldamento della chiesa non sia continuo.